domenica 6 maggio 2012

Ciao Mister ...

Ciao Mister ... sì, Mister, perchè era così che ti chiamavo e che ho continuato a chiamarti. Allenatore, coach, gli altri nomi, ma Mister era quello da me più usato, quello che incarnava la tua persona.
Quanti anni insieme? Tanti, eppure troppo pochi. Più che una squadra di basket eravamo una famiglia, o almeno io l'ho sempre vista così, con le nostre gioie, le nostre rabbie, le nostre tristezze, i nostri scazzi, ma sempre una famiglia. Abbiamo fatto un sacco di cose, ricordi Mister? Quanti allenamenti a sudare e sudare ancora e quando sbagliavamo partivano di certi paroloni...ricordi?
"Come si fa a sbagliare un canestro da lì?!" quante volte ce l'hai, o me l'hai, gridato? Sento ancora la tua voce nelle orecchie. E quelle partite punto a punto, dove o era la gioia o era il pianto, il nostro; tu al massimo t'incazzavi o ci rassicuravi. E quelle dove l'arbitraggio era palesemente contro di noi e tu ti beccavi una marea di falli tecnici ed espulsioni... E questi ricordi mi strappano un sorriso perchè, in fondo, ci divertivamo tanto, con tutta quella grinta che ci mettevi e con quei progressi enormi che ci hai fatto fare.
Te li ricordi, eh Mister, i due tornei all'estero? Ore su ore massacranti di pullman per arrivare in Bretagna e giocare con squadre di mezza europa... La gioia, più grande, quando sconfiggemmo la squadra della Repubblica Ceca... Quelle ragazze che arrivavano da una selezione "interna", serissime, altissime, bravissime, con le divise strafighe, con quel saluto solenne prima dell'inizio della partita e il loro allenatore che sembrava un comandante di un esercito. Noi, al loro confronto, eravamo l'armata brancaleone: un pò più basse della media, le divise che per me risalivano agli anni '80, una bravura nella norma, fatta esclusione per un playmaker fenomenale, nessuna selezione alle spalle, solo una squadra di un certo paese che era in Italia. Ma vincemmo. La gioia che esplose come dei fuochi d'artificio...
Anni bellissimi, sai Mister? Anche quando mi sgridavi, anche quando stavo in panchina, sei entrato con tutta la squadra in un pezzo indelebile della mia vita.
E ora... ... ... e ora ti saluto, un ciao che non è un addio, è solo un ciao, un ciao Mister, il solito saluto che t'ho sempre fatto quando ti vedevo, perchè di fondo io credo che un giorno ci rivedremo.
L'unico piccolo rimpianto è che avrei ancora voluto giocare, almeno una volta, con le mie compagne, con te come allenatore... ma non si vive di rimpianti, gioisco per tutto ciò che di bello e divertente e impegnativo  abbiamo fatto insieme.
Ciao Mister...

5 commenti:

Raimondo - Niente Barriere ha detto...

Ciao Aly, quanto capisco questo tuo post... Sai, il caso ha voluto che poche ore fa ho rivisto in un video beccato su youtube, un mio carissimo amico che nella vita faceva proprio l'allenatore (di pallavolo, sport che amo come del resto anche il basket). Gigi, questo è il suo nome, è scomparso prematuramente circa due anni fa ..

Ti abbraccio :)

Aly ha detto...

@Rai: grazie x le parole caro Rai... eh sì, sono momenti difficili, persone care che lasciano un pò di vuoto...
un grande abbraccio!

Ale ha detto...

E' molto bello quello che hai scritto. Nella tua lettera si sente il dispiacere, ma sembra una cosa che hai già accettato. E ricordarlo nei momenti più belli (e non in quelli che non ci saranno più) è sicuramente il tributo più dolce che una persona possa fare. Ti abbraccio :)

Maraptica ha detto...

Io lo so Ale, io lo so che le persone che si incastrano in qualche modo alla nostra anima, non si salutano mai. E' sempre e solo un rrivederci.

Aly ha detto...

@Ale: grazie caro Ale... finchè avrò vita, il ricordo sarà sempre con me

@Maraptica: non potevi scrivere parole più giuste... grazie querida