lunedì 1 dicembre 2008

Una storia italiana

Qui l’inverno è ormai arrivato. Spruzzi di neve qua e là, veri e propri metri di neve sulle montagne lombarde, pioggia, clima freddo. Per uscire di casa ormai di prassi va la roba pesante: felpe o maglioni, giubbotto invernale, sciarpa, guanti, a volte ci sta bene anche un bel cappello caldo. I caloriferi sono accesi, i camini emettono fumo. Il pomeriggio una cioccolata bollente ci sta divinamente, e poi minestrone, polenta e funghi, pizzoccheri, vin Brulè…piatti che in casa mia si vedono spesso d’inverno.
E’ proprio adesso, entrati nel mese di Dicembre, che ripenso alle chiaccherate con un amico fatte l’anno scorso…
Fermata Duomo, metro rossa, Milano.
Anto è lì seduto per terra, gambe incrociate, a leggere il Metro. Di fianco a lui, accucciato e buonissimo, un pastore tedesco di un’umanità mai vista. M’avvicino e Anto mi saluta, ricambio. Il suo cane mi porge il muso e non posso non strapazzarmelo per un po’, è dolcissimo e mansueto. Poi mi siedo anch’io e inizio la chiaccherata con il mio amico.
Anto mi dice che il freddo quest’anno è micidiale, entra nelle ossa e si rende insopportabile. Dove vive lui non c’è acqua calda né riscaldamento e gli spifferi sono ovunque. La sua casa, uno dei tanti vecchi stabilimenti decadenti alla periferia di Milano.
“Tra un po’ ce ne dovremo andare” mi dice, accarezzando il suo cane che s’è rimesso accucciato di fianco a lui “Ci hanno detto che devono farci sgomberare”
Gli domando, un po’ stupidamente, se non conosce un altro posto dove stare.
Accenna un sorriso “Boh, si vedrà…”
Fa una pausa, poi riprende con tono quasi allegro “Sai, in questi giorni ero tentato anch’io di occupare, il freddo era terribile ma, sfigato come sono, il giorno che lo faccio è l’unico giorno che faranno una retata e m’arrestarebbero”
Sorrido anch’io e gli dico che se dovesse occupare farebbe benissimo. Occupare vorrebbe dire entrare in uno dei tantissimi appartamenti comunali milanesi non ancora assegnati. Parliamo ancora un po’ del più e del meno, mi dice che spera presto di poter trovare un lavoro, uno qualsiasi, perché così “Tutto pian piano si sistemerebbe. Con un lavoro tutto cambia, posso cominciare a pensare ad una vita diversa…perché io non voglio stare per sempre così”. E se le cose qui, a Milano, non migliorano “Allora penso che ce ne andiamo (lui e il suo fedele cane) a Roma. Sono stato lì per qualche mese e sono più attrezzati per quelli nella mia situazione rispetto a qui”
Gli domando se non torna per un po’ (giusto per non congelare in questo glaciale inverno e ammalarsi) a casa sua. Abbassa un po’ la testa, lo sguardo si fa triste, perso nel vuoto, in immagini che solo lui può vedere, e io mi mordo la lingua perché certe cose non dovrei domandarle. Però Anto mi risponde.
“Quest’estate ci ho fatto un salto…però voglio tornarci il meno possibile”
Anto viene dalla Sardegna, eppure non lo si direbbe perché ha perso del tutto l’accento tipico sardo. La sua è una delle tante storie di famiglie italiane sfasciate che ci sono ancora. Chissà perché, ma nella mia ingenuità non pensavo che anche in Sardegna ci fossero realtà familiari così degradate, così al limite.
Anto oggi ha 26 anni e, senza volerlo, ha la mia stassa data di nascita (a parte l’anno). Ha fatto per un po’ il militare “volontario”, è stato in Serbia, ne è uscito perché la rigidità di quella vita non riusciva più a reggerla; si pente di non aver continuato gli studi dopo la terza media.
“Oggi avrei un’occasione in più se avessi un titolo di studio…io sono disposto a fare qualunque lavoro ma spesso, quando chiedo, mi dicono che preferiscono i clandestini a me perché sono più ricattabili”
Sgrano gli occhi “E te lo dicono così apertamente?”
Abbozza un sorriso “Sì, me lo dicono così…poi altri lavori non posso farli…non so, il cameriere…non ho la possibilità di farmi sempre la doccia, di avere vestiti eleganti e puliti…capisci?”
Faccio di sì con la testa, consapevole, amareggiata.
Troppo giovane Anto, troppo “solo”, troppo bloccato dalla burocrazia per poter anche solo sperare d’avere un appoggio comunale; la lista di quelli prima di lui è lunghissima. Anto non è stupido, non ci sta a quella vita per sempre.
“Un lavoro, con un lavoro tutto si sistemerebbe” mi ripete come se fosse una preghiera.
Lui ha sì il diritto, tutto il diritto, di dirmi “Perché lo Stato non mi aiuta? Io non voglio la carità, voglio solo lavorare” … “La politica non risolve certi problemi, non ci tengo neanche ad andare a votare”: questi discorsi da lui li accetto in pieno, perché non sono i classici discorsi qualunquisti di chi fa d’un erba un fascio, di chi oltre che criticare non sa fare altro, di chi pensa che solo lui avrebbe la soluzione giusta, di chi non si mette in gioco per migliorare le cose ma sa però parlare tanto…no, Anto non è tra questi. Da lui ho imparato molto. Grazie a lui ho ragionato sul “mio” modo di fare politica, su certi aspetti…mi ha dato davvero tanto. E allora mi chiedo cosa io ho dato a lui. A parte un po’ di compagnia, io non ho potuto fare nulla. Sono in debito con Anto.
Ed oggi, entrati in Dicembre, non posso che ripensare a lui ed alle nostre chiaccherate…
La sua storia merita molto più spazio. Per oggi mi fermo qui. Magari in un altro post continuerò il racconto.
A presto Anto, a presto…

5 commenti:

Valerio ha detto...

“Oggi avrei un’occasione in più se avessi un titolo di studio…io sono disposto a fare qualunque lavoro ma spesso, quando chiedo, mi dicono che preferiscono i clandestini a me perché sono più ricattabili”

Abolizione delle agenzie interinali subito (mercanti di schiavi, sfruttatori di immigrati e italiani)
, reddito di cittadinanza di 600 euro ai disoccupati e agli stipendi inferiori di 1400 e, aumento dei salari.
, reintroduzione scala mobile, creare più posti di lavoro abbassando gli orari lavorativi medi a 6 ore al giorno...lavorare tutti lavorare meno!

Ale ha detto...

è bello ricordare anche queste persone. fermarsi nella nostra quotidianità e pensare a loro. mi piacerebbe saperne un po' di più di questa "storia italiana"..come l'hai conosciuto?

Fosco Del Nero ha detto...

Ciao, ho visto oggi il tuo blog... molto ricco, complimenti. :)
Ti scrivo per l'appunto perchè anche io gestisco un blog (anzi, più di 1, ben 5!), e volevo proporti uno scambio link (se con tutti o con uno scegli tu :)...
Ok, fammi sapere (magari in uno dei miei, così leggo subito), e in ogni caso buona giornata!

Fosco Del Nero
www.libriromanzi.blogspot.com
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www.assicurazionimutuiprestiti.blogspot.com

Niente Barriere ha detto...

La scala mobile al momento è una fantasia, gli imprenditori italiani, quelli che comandano i politici vogliono gente che lavori di più dando stipendi da fame in quanto voglion importare i modelli asiatici, a cui spesso si sono abbonati in questi anni.

Capisco il tuo amico, ha la mia più totale solidarietà.
Non credo che ritornare in Sardegna lo aiuterebbe, lo dico perchè in Sardegna io ci vivo... (stanno licenziando a più non posso..)
Sono stato a Milano, e ho tanti amici carissimi trasferiti li, e tutti loro, c'è chi più che ci meno, han risolto i loro problemi col tempo.
In bocca al lupo al mio conterraneo
e un mega saluto a te

Aly ha detto...

x Valerio: ciò ke dici è giustissimo ma, purtroppo,nn viene applicato; ricordo già mio nonno ke mi diceva ke da giovane scandiva lo slogan "lavorare meno x lavorare tutti!" Ma questo nn vuol dire arrendersi, ovvio, nella vita di tt i giorni e nel momento ke si va a votare si può già iniziare a fare "certe" scelte.
x Ale: è difficile x me dimenticare queta persona x' ci ho parlato x circa 2 anni..ed è x questo ke sicuramente gli dedikerò un altro post; l'ho conosciuto in un modo molto "banale": io mi dirigevo in Università (Milano) a piedi da San Babila, lui era seduto x terra col suo cane, a kiedere moneta;la giovane età m'ha da subito colpito (dimostra poi meno anni di quelli ke ha).. volevo capire a tt i costi x' una persona poteva fiire così. L'ho salutato e ho "rotto il ghiaccio".
Grazie x l'interesse^^
x Fosco: grazie x i complimenti! ti risp sul tuo blog
x Niente Barriere: eh già, anke in Sardegna le cose nn vanno tanto bene..spero ank'io cn tt il cuore ke il suo "problema" si risolva. Grazie Raimondo!!^^