With Sakineh Mohammadi Ashtiani
مع Sakineh Mohammadi Ashtiani
مع Sakineh Mohammadi Ashtiani
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ui in Italia. Moltissimi gli studi, le analisi, ma il riusultato non cambia mai.
ta davanti. Ma tu non riesci a vederla. Hai dei bravi genitori, degli amici con cui passare le serate, ridi e scherzi con quella maschera che ti sei messo davanti. Ma dentro stai marcendo e neanche tu capisci il perché. Sei stanco, fai pensieri bui che rimangono blindati nella tua testa, ti senti inutile. Un’ultima serata con gli amici, un arrivederci, neanche la forza per scrivere due righe. Senti solo una stanchezza insopportabile. Guardi il ponte davanti a te e sai già cosa fare.
Napoli cadere nelle mani della mafia. Lui voleva un futuro diverso. Così, anno dopo anno, è riuscito a diventare muratore e a prendere anche varie specializzazioni.
minuti diventano ore. Pensi che è questione di attimi, che morirai, eppure vorresti con tutte le tue forze vivere. Con uno sforso immane, con la mano e il polso fratturati, Salvatore alza un braccio nella terra: pensa, spera, che almeno così potranno trovarlo prima.
Care amiche e cari amici di Blog,
Sabato 10 aprile militari afgani e della coalizione internazionale hanno attaccato il Centro chirurgico di Emergency a Lashkar-gah e portato via membri dello staff nazionale e internazionale. Tra questi ci sono tre cittadini italiani: Matteo Dell'Aira, Marco Garatti e Matteo
Pagani.
rs of the national and international staff. Three of them are Italian citizens: Matteo Dell'Aira, Marco Garatti e Matteo Pagani.
rti. Però mi spiace dover bloccare la tua gioiosa volontà di venirmi a trovare.
NASA. Ma a loro non fregherebbe nulla. La loro ignoranza la sfoggiano come un premio. E sai che pena a vederli… Loro che fino a qualche tempo fa scappavano da questa Italia con le pezze al culo e le valige tenute insieme dallo spago, loro che lavoravano come muli senza diritti, che si ubriacavano al primo bar per non pensare al domani. Ma loro hanno dimenticato Rashid. Oggi si vantano di poche cose materiali che posseggono e scaricano ogni problema sugli immigrati. O su chi ritengono “diverso” da loro. Hanno una capicità di ragionamento pari a zero, devi fare discorsi semplici semplici e basilari con loro, se no non capiscono. Però pensano di saperla lunga.
rni.
arini e dolci con voi stessi e magari con le persone più care, ma totalmente indifferenti della società che vi circonda. Ignoranti in modo abissale nel non capire che il vostro misero benessere non è un regalo, ma una conquista fatta di sudore e sangue. Eppure sempre pronti a lamentarvi, sempre, sempre, con finto animo puro e angelico, puntando sempre il dito per un “tua culpa”, e non alzando mai un dito per fare qualcosa. E poi voi, voi! Arrivisti dell’ultimo momento, pronti ad issare la bandiera quando quel diritto noi ve lo abbiamo potuto dare dopo lotte e battaglie. I cadaveri per terra sono nostri, non vostri. Voi eravate persi in qualche salotto buono a bere il thè, a seguire l’ultima telenovela…ad armare il nemico… Poi d’un tratto vi siete svegliati e vi siete sentiti eroi e paladini, e via ad arruolare ingenui che si sono fatti abbagliare dalle vostre vuote parole. Voi, che vi siete lasciati così abbagliare…come avete potuto? Va bene che forse eravate arrabbiati, disillusi, ma farvi prendere così in giro…che delusione, che brutto spettacolo di voi state dando in questo squarcio d’epoca. E, mi spiace, io non mi sento vicina a voi, anche se la logica potrebbe dire di sì, come diceva Gramsci “E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime.”
Seguimos a cavar a través de los escombros en Concepción, donde un toque de queda ha sido declarado en contra de la depredación.
militares que se desplegarán en las regiones del sur de Chile con el fin de frenar los saqueos producidos por la falta de ayuda hacia los miles de damnificados que dejó el terremoto de magnitud 8,8 que azotó a la nación el sábado.
En esa zona se produjo un incendio provocado de uno de los más grandes almacenes y de un supermercado, lo que provocó el derrumbe de ambas edificaciones.
las personas han saqueado unas bodegas que quedaron sumergidas tras el tsunami que se produjo en Conc
epción luego del terremoto de este sábado. "Vimos gente sumergidas nadando con alimentos", dijo.
uovono silenziosi e rumorosi al contempo, nelle periferie, lontani dai centri più “in” di Milano. Sono in banda, sono tanti, sono giovani e giovanissimi. I giornali ne parlano poco, ancor meno le tv. Eppure chi abita dove loro si ritrovano, dove loro agiscono, sanno bene che non sono fantasmi né leggende metropolitane, ma sono una costante assai presente. Lorenteggio, G
iambellino, Crescensago, Stazione Lambrate, Stazione Centrale: sono solo alcuni dei luoghi da loro più frequentati. I nomi delle loro bande evocano film, evocano una realtà che è ben presente in centro e sud america ed anche negli States. Ma oggi sono anche qui, in Italia, specialmente a Milano, Genova e Roma, a fare banda, a scatenare guerriglia quando ne sentono il bisogno, quando l’onore viene offuscato e deriso. Perché così si comporta una banda, perché così fanno in ogni parte del mondo ove sono presenti, perché questo è il codice da seguire. I nomi che rieccheggiano nelle periferie metropolitane d
i Milano, nella notte, sono famosi: Latin Kings, Comando, Chicago, Maras 18, Mara Salvatrucha 13, Soldao Latinos, Vatos Locos, Neta e i nuovi entrati Trinitaria e New York. Le origini affondano radici in Ecuador, in El Salvador, in Perù, in Uruguay, a Portorico, nelle comunità centro e sud americane presenti negli USA. Oggi sono qui anche da noi e di solito non fanno molto notizia, sia perché operano nelle periferie più ghettizzate sia perché gli scontri, i pestaggi, le botte, avvengono quasi sempre fra di loro, senza coinvolge
re gente comune. Certo, poi ci sono gli “errori”, come qualche mese fa, quando il gruppo MS 13 scambiò un normalissimo ragazzo sud americano per un appartenente alla Maras 18, e lo pestarono ferocemente fino a causargli la perdita di un occhio…
un’identità comune, sfoggiano loro codici, loro colori nel vestiario, loro tatuaggi, marcano un territorio. Girando sulle metro di Milano non si possono non vedere. Musica rap, casse di birra su casse di birra, bombolette spry, vestiti hip-hop, bandane con i colori d’appartenenza. Si formano nei quartieri dormitorio, nelle periferie più buie, a scuola, provengono quasi tutti da situazioni di degrado, da famiglie problematiche, da quartieri difficili, da solitudini profonde. Emergono così facendo gruppo, facendo spalla co
ntro spalla, si sentono realizzati, si sentono riconosciuti, si sentono forti all’interno della banda, non di rado sentono nella pandillas quella famiglia che non hanno mai avuto o che hanno avuto sfasciata. Ma c'è di più: questi giovani, sulla scia del linguaggio universale che propone la loro musica, il reaggeton, diffondono e credono in valori come giustizia, fratellanza, pace e amicizia. Combattono il razzismo che essi stessi subiscono.